Archive for the ‘Pensare la sanità’ Category

2016 : un anno impegnativo per la riorganizzazione della Asl più grande d’Italia, ma sicuramente proficuo

mercoledì, Gennaio 11th, 2017

La  direzione aziendale ha illustrato i numeri delle attività e le nuove sfide per il 2017

“Un anno importante, quello che si è chiuso, ma sicuramente dagli ottimi risultati per la nuova Asl Toscana Sud Est, che  ci ha visti impegnati nella riorganizzazione dell’azienda sanitaria più grande d’Italia. Le nomine  saranno completate entro il 31 marzo 2017”. Lo ha detto Enrico Desideri ai giornalisti durante la conferenza stampa di questa mattina, tracciando un bilancio del 2016 e illustrando i progetti per il 2017.

 

“Abbiamo puntato sullo  sviluppo delle attività territoriali: sono presenti 14 case della Salute nel territorio aretino che ci permettono di dare risposte immediate al cittadino,  sono 11803 i casi trattati a domicilio (24560 in tutta la Asl) e parlando sempre di territorio abbiamo potenziato e omogeneizzato i controlli nelle residenze sanitarie assistite.” Ha ricordato Enrico Desideri. “2,3 milioni sono gli investimenti effettuati per i servizi sociali in area vasta per le gravissime disabilità, un esempio ne è il progetto per l’autismo che prevede la riqualificazione del Centro del Pionta in collaborazione con il comune di Arezzo e per cui abbiamo investito un milione in più. E proprio grazie alla collaborazione con le istituzioni, le conferenze dei sindaci e il volontariato che possiamo far fronte alle fragilità e alle nuove povertà.”

 

Rilevanti i numeri delle attività svolte nella nostra provincia nel 2016:

Il pronto soccorso ha registrato 154.219 accessi, il 118 ha gestito 26118 emergenze e sono stati effettuati 26.986 interventi chirurgici.

Le prestazioni specialistiche ambulatoriali sono state quasi 3,5 milioni , ed è qui che l’azienda pone la sua attenzione.

Con lo strumento “dove si prescrive si prenota” adottato nelle case della salute  e le classi di priorità date dal medico, si sono già potuti vedere i primi miglioramenti nelle liste d’attesa.

 

“E se i numeri parlano chiaro, il merito va soprattutto a chi lavora,” ha detto Simona Dei, direttore sanitario, “i professionisti aretini secondo i dati che abbiamo sono i migliori e riconosciuti a livello nazionale. Nel loro lavoro mettono la passione, eccellenze che questa direzione ha voluto mettere in evidenza nella nuova azienda.

E proprio grazie  alle risorse umane in cui abbiamo investito , “continua Simona Dei” che siamo riusciti a far fronte a periodi critici come le ferie estive e ai numerosi accessi al  pronto soccorso che  a causa del picco influenzale ha registrato qualche difficoltà subito tamponata con  l’aumento di  8 posti letto e 5 infermieri in servizio già da giovedì prossimo.”

 

“Investimenti anche nelle strutture per la provincia aretina” ricorda Francesco Ghelardi, direttore amministrativo, 7 milioni per l’adeguamento sismico e 4,5 milioni per il sistema antincendio.

Gli investimenti riguardano anche le tecnologie e il sistema informatico per oltre 3,5 milioni. E per oltre 13 milioni sono programmati i lavori al presidio del san Donato tra cui la realizzazione del nuovo punto prelievi, della ristrutturazione delle sale operatorie e la nuova sala angiografica. In questa cifra è compresa anche la  realizzazione dell’Hospice, DSM e Centro Autismo.”

 

Un anno altrettanto impegnativo quindi,  quello che si prospetta, fatto di progetti da portare a termine e di nuovi da mettere in cantiere. La sfida più grande sarà quella in campo oncologico, con tecnologie sempre più avanzate e nuovi farmaci che porteranno alla guarigione o alla cronicizzazione della malattia.

PRONTO SOCCORSI DA OGGI MENO ACCESSI E PIU’ RICOVERI FUNZIONA IL PIANO STRAORDINARIO DELLA ASL

mercoledì, Gennaio 11th, 2017

Si auspica che torni progressivamente la normalità nei nove pronto soccorsi dell’Azienda USL Toscana centro presenti negli ospedali del Mugello, San Giovanni di Dio, Santa Maria Nuova, Santa Maria Annunziata, Serristori di Figline, San Giuseppe di Empoli, Santo Stefano di Prato, SS Cosma e Damiano di Pescia e San Jacopo di Pistoia..

 

Da stamattina, fanno sapere i direttori delle strutture, gli accessi sembrano diminuiti e sta anche funzionando il “piano” straordinario varato dall’Azienda con il quale sono stati riorganizzati e trasformati i posti letto degli ospedali per aumentare la capacità di ricovero. In particolare complessivamente sono stati aumentati fino a 164 i posti letto in area medica in tutta la rete ospedaliera.

 

Stamattina intorno alle 11,00 i pazienti presenti nei nove pronto soccorsi aziendali erano in totale 331 e di questi 155 erano in trattamento, con una prevalenza di codici azzurro e verde e cinque codici rossi, gli altri pazienti erano nei reparti di osservazione breve e circa una quarantina erano stati presi in carico in attesa di prestazioni diagnostiche e terapeutiche.

Sempre stamattina erano 47 i pazienti in attesa del ricovero nei cinque pronto soccorsi degli ospedali fiorentini; 11 al pronto soccorso di Prato, 6 ad Empoli, altri 6 al San Jacopo di Pistoia e 4 a Pescia.

 

“La situazione in queste ultime ore è decisamente migliorata –racconta il direttore del pronto soccorso del San Giovanni di Dio, dottor Gianfranco Giannasi- sia grazie ai provvedimenti introdotti dall’Azienda sia perché è in notevole calo la richiesta di cure da parte dei cittadini”.

 

Solo negli ultimi dieci giorni di dicembre al pronto soccorso del Torregalli sono stati visitati 1257 pazienti contro i circa 3400 che vengono mediamente visitati in un mese.

Siamo passati da 152 accessi giornalieri a punte massime di quasi 170 pazienti e di fronte a questa situazione straordinaria il personale sanitario è sempre stato disponibile: alcuni hanno rinunciato alle ferie e altri si sono resi reperibili e – ha detto il medico, – con grande senso del dovere gli operatori non hanno fatto mancare l’assistenza ai tanti malati, molti dei quali anziani, che in questi giorni si sono presentati negli ospedali”.

Verso un’unica anagrafe sanitaria in tutta l’Asl Toscana Centro

lunedì, Febbraio 29th, 2016

Proseguono a pieno ritmo i processi finalizzati alla costituzione dell’Azienda USL Toscana Centro, nata nel gennaio scorso dall’unificazione delle Aziende sanitarie di Firenze, Pistoia, Prato ed Empoli.

Un’altra tappa importante interesserà le banche dati della anagrafe assistiti e della anagrafe operatori sanitari finalizzata ad attribuire un unico codice identificativo dell’Asl Toscana Centro in sostituzione dei codici delle ex Aziende sanitarie locali.

Con l’unificazione delle anagrafi tutti coloro che possono accedere alle banche dati potranno vedere l’insieme degli assistiti e l’insieme degli operatori sanitari della Asl Toscana Centro e ciò consentirà, tra l’altro, la possibilità di operare su qualunque iscritto del territorio dell’Azienda Toscana Centro da qualunque sede distrettuale per la revoca e per la scelta del medico, l’iscrizione al SSN, il domicilio sanitario, ecc.

Le prime fasi di questa operazione nell’ex Asl 11 di Empoli verranno avviate il prossimo mercoledì 2 marzo, alle ore 13, e si concluderanno sabato 5 marzo prossimo.

In questo periodo, al fine di consentire il necessario svolgimento e il buon esito di questo processo, sono previste alcune interruzioni di attività e potrebbero verificarsi dei rallentamenti nella operatività dei vari programmi informatici connessi con le banche dati dell’anagrafe sanitaria.

In particolare, si informa che:

  1. tutte le attività di anagrafe (iscrizione SSN, domicilio sanitario, scelta cambio e revoca del medico di medicina generale e del pediatra di famiglia) sarannosospese da mercoledì 2 marzo alle ore 13:30 a lunedì 7 marzo ore 7:00;
  2. le attività del CUP (accettazioni, riscossioni ticket, riscossioni libera professione, prenotazioni, ecc.), comprese le attività di accettazione della radiologia, saranno interrotte mercoledì 2 marzo dalle ore 16:00 fino alle ore 19:30. Gli utenti che hanno appuntamenti in tale fascia oraria sono invitati, possibilmente, a recarsi prima delle ore 16 per procedere con la necessaria accettazione e l’eventuale pagamento ticket, altrimenti dovranno tornare successivamente per regolarizzare il ticket.
  3. Le attività di accettazione di Anatomia patologica si fermeranno indicativamente giovedì 3 marzo dalle ore 16:00 in poi.
  4. Le attività del Ser.T. potrebbero subire disagi soprattutto giovedì 3 marzo dalle 16:00 in poi, ma non è prevista alcuna interruzione delle attività.

Tutti le altre attività non subiranno interruzioni, ma potrebbero verificarsi rallentamenti o disagi per i quali l’Azienda se ne scusa con gli utenti.

Toscana, vaccinazione gratis per meningite fino a 45 anni

venerdì, Febbraio 5th, 2016

La Giunta regionale ha approvato una delibera che estende a tutto il territorio regionale la vaccinazione gratuita contro il meningococco C per i soggetti fra 20 e 45 anni: la vaccinazione, quindi, sarà gratuita anche a Livorno e Siena, dove finora non si sono verificati casi di meningite (a Grosseto lo era già dalla settimana scorsa, dal momento che vi si era verificato un caso).

«La mobilità delle persone all’interno della regione, e la necessità di tutelare la salute pubblica -spiega l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi– hanno determinato questa decisione di estendere la vaccinazione gratuita fino a 45 anni in tutta la regione. Abbiamo posto il limite dei 45 anni perché gli esperti hanno individuato in questo range di età il rapporto costo/beneficio ottimale. Ma anche chi ha oltre 45 anni può farsi la vaccinazione alla Asl con la formula del copayment, pagando cioè un ticket di 58 euro. Stiamo studiando la possibilità che la rete dei medici di medicina generale ci dia una mano anche per la vaccinazione degli ultra45enni». Attualmente, gli ultra45enni possono vaccinarsi, appunto, negli ambulatori Asl, pagando il ticket di 58 euro; oppure dal proprio medico di famiglia, acquistando prima il vaccino in farmacia (costo 98 euro).

«Ci stiamo anche attivando -ha informato l’assessore Saccardi- per chiedere una mano al ministero della Salute, anche sotto il profilo finanziario. Stiamo lavorando costantemente con l’Istituto Superiore di Sanità, per capire come mai il batterio del meningococco C colpisce in Toscana, e soprattutto lungo la valle dell’Arno». A metà febbraio partiranno le indagini epidemiologiche decise una decina di giorni fa: sia l’indagine epidemiologica che quella per la ricerca dei portatori. Intanto, sembrano migliorare le condizioni del 23enne ricoverato a Ponte a Niccheri. «Il decorso del ragazzo fa ben sperare -dice Stefania Saccardi – Il vaccino che aveva fatto nel 2008, se non l’ha coperto del tutto, ha comunque attenuato le conseguenze». Spiegano gli esperti che il vaccino contro il meningococco C è efficace nel 90-95% dei casi: una piccola parte di soggetti potrebbe non rispondere alla vaccinazione. La protezione immunitaria tende a diminuire nel tempo, in alcuni individui più rapidamente rispetto ad altri. E malattie intercorrenti, anche lievi, come un semplice influenza, possono contribuire ad abbassare le difese. «La profilassi che facciamo sempre a tutti i contatti dei casi che si verificano -spiega ancora l’assessore- funziona, perché impedisce che il batterio si propaghi. La vaccinazione, lo ripeto, resta l’unica protezione contro il meningococco C. E invito le persone a vaccinarsi, non solo quando si verifica il caso di contagio, ma costantemente».

Campagna di vaccinazione prorogata

La campagna straordinaria di vaccinazione contro il meningococco C – La Regione Toscana aveva prorogato fino al 30 giugno 2016 la campagna straordinaria che prevede l’offerta gratuita della vaccinazione antimeningococco C con vaccino tetravalente ACWY a tutti i soggetti nella fascia di età dai 20 anni compiuti al compimento dei 45 anni che hanno frequentato la stessa comunità in cui si è verificato un caso di meningite da meningococco C; e anche a tutte le persone, sempre di età dai 20 anni compiuti al compimento dei 45 anni, che vivono nelle aziende sanitarie in cui si è verificato un caso di meningococco C. Ora la campagna straordinaria viene estesa a tutti i soggetti fra 20 e 45 anni di tutta la regione. Proseguono normalmente (indipendentemente quindi dalla campagna straordinaria) le vaccinazioni gratuite contro il meningococco C previste dal calendario vaccinale: e cioè la vaccinazione routinaria per i nuovi nati; la vaccinazione per i soggetti a rischio individuati nel calendario vaccinale; la vaccinazione a tutti i ragazzi di età compresa tra 11 e 20 anni (ovvero dagli 11 anni compiuti al compimento del 20° anno di età), anche se mai vaccinati o già vaccinati nell’infanzia. I casi aggiornati ad oggi – Finora sono 8 i casi di meningite che si sono verificati nel 2016: 6 da meningococco C, 1 da meningococco B, 1 W. Nel 2015 si sono registrati 38 casi: 31 ceppo C, 5 ceppo B, 1 ceppo W, 1 non tipizzato. Le morti dall’inizio del 2015 sono 9: 8 riconducibili al gruppo C, 1 al gruppo B. Al 31 dicembre 2015 (i dati delle vaccinazioni sono mensili), dall’inizio della campagna straordinaria risultano vaccinate in Toscana 229.373 persone: 120.272 nella fascia di età 11-20, 109.101 nella fascia 20-45. I pediatri che hanno aderito alla campagna sono il 72,8%, i medici di famiglia il 65,6%.

(fonte Sanità24)

Inaugurato il “centro simulazioni” nel Polo Formativo della Asl

lunedì, Febbraio 1st, 2016

“E’ in arrivo un’emergenza!”. Lo staff medico del pronto soccorso si allerta, si prepara ad accogliere un paziente di età medio-giovane, che risulta cosciente ma  presenta un fortissimo  dolore toracico e difficoltà respiratoria. Riesce a malapena a pronunciare qualche parola. E’ impaurito e chiede solo aiuto. L’uomo ha avvertito forti dolori ad un’ora dal pasto e al momento della presa in carico da parte dei medici e infermieri del Dipartimento di Emergenza Urgenza ha un infarto miocardico in corso. Le infermiere con una serie di domande cercano di precisare il quadro clinico che hanno dinanzi a loro. Scoprono tra le altre cose che  è un tossicodipendente, cocainomane in particolare, la qual cosa complica la condizione dell’uomo. Contattano  l’emodinamica (area interventistica cardiaca) e chiedono l’immediata consulenza di un cardiologo. Nel frattempo applicano al paziente, che sta andando in progressivo arresto cardiaco, una fibrillazione ventricolare. Ripristinati battito e polso, somministrano per endovena morfina contro il dolore e flectador, mentre il medico  chiede anche l’intervento di un rianimatore. Quest’ultimo analizza il caso, controlla il paziente e decide di trasferirlo nel proprio reparto per procedere all’intubazione. Il lavoro sul paziente va ancora avanti, ma noi ci fermiamo nel racconto. Per fortuna questa volta solo un racconto di una “simulazione” Così realistica da apparire quasi vera. Il paziente per fortuna è un manichino. Ma la tensione, l’azione, le emozioni, il controllo delle attività adottate e i tempi sono reali e fanno parte del progetto che si sta sviluppando ad Arezzo, presso il polo formativo.

 

Nei giorni scorsi è stato inscenato uno dei tanti percorsi di emergenza che si possono sviluppare al Pronto Soccorso di una Asl,  oppure sul territorio con l’intervento immediato del 118, o in un reparto. L’intervento, per la cronaca, è terminato con il ricovero “dell’uomo—manichino” in rianimazione, ma vivo. I docenti hanno accertato che i discenti in aggiornamento (stamani erano medici di pronto soccorso, rianimatori e infermieri dell’emergenza) hanno adottato le corrette procedure e “l’apparecchio” ha dato esito positivo.

 

Una simulazione ad alta fedeltà, operata da medici e infermieri del 118 con lo scopo di formare il personale medico del Dipartimento di Emergenza e Urgenza e dell’Area Clinica. Non solo un “vitalizzato” manichino, ma a disposizione tutti i kit occorrenti alla pronta assistenza. E collegata con la sala dell’emergenza, un’aula dove altri discenti seguono, commentano, imparano.

 

Si inaugura così, presso il Polo formativo della Asl8 di Arezzo, il Centro di Simulazione  del  dipartimento di Emergenza Urgenza e dell’Area Critica, esperienza del tutto nuova in questo ambito della formazione  per l’intera area vasta sud-est, con la ex asl aretina promotrice. Con appositi corsi seguiti all’ospedale universitario di Careggi , 16 sanitari aretini sono stati formati divenendo loro stesso dei formatori-docenti, il dottor Luca  Pazzini, responsabile del Centro, ha tante aspettative:” ci riteniamo per il momento soddisfatti, e abbiamo già predisposto una programmazione per il 2016 con 30 date fissate per lezioni di formazione-simulazione; per il momento manterremo degli scenari semplici rivolti soprattutto al personale di emergenza e rianimazione, ma abbiamo grande ambizione e vogliamo espandere questo modo di insegnare ad altri livelli clinici e in più reparti.”

 

Il report Agenas sulla spesa sanitaria nazionale e regionale

martedì, Ottobre 6th, 2015

Aumenta dello 0,89% nel 2014 la spesa sanitaria rispetto all’anno precedente arrivando a quota 112,6 mld. È quanto rileva l’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) che ha pubblicato l’ultimo aggiornamento dei dati sulla spesa sanitaria nazionale e regionale relativi al periodo 2008-2014, con particolare attenzione alle voci di costo che hanno maggiormente inciso sull’andamento della spesa e ai disavanzi regionali.

Lo studio s’incentra sull’analisi dei dati ricavati dai Conti Economici (CE) consuntivi compilati dalle Regioni stesse e inseriti sul Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) del Ministero della Salute.

Spesa 2014 in crescita. Una prima analisi dei fenomeni più significativi evidenzia una crescita nel 2014 della spesa sanitaria dello 0,89% rispetto al 2013, segnando un’inversione di tendenza rispetto agli anni 2008-2013, che registravano un trend in diminuzione. Va specificato che pur in presenza di una crescita della spesa sanitaria, non si arresta il trend in diminuzione dei disavanzi regionali. Il sistema sanitario nazionale, dopo le coperture registra un avanzo di circa 600 milioni di euro. A livello regionale la spesa è aumentata di più in Abruzzo (2,5%), Lombardia (+2,3%), Campania (2,1%), Calabria (1,9%), Puglia (1,8%), Toscana (+1,8%). I cali più vistosi in Valle d’Aosta (-4,3%), Friuli Venezia Giulia (-3,6%), Pa Bolzano (-1,5%).

Farmaci e dispositivi: aumentano i costi. Dal lato dei costi che hanno inciso maggiormente essi sono stati: prodotti farmaceutici ed emoderivati (+7,09%), dispositivi medici (3,41%), manutenzioni e riparazioni (+5,62%). Si registra un incremento anche nella voce di spesa legata alle consulenze che ammontano nel 2014 a circa 780 mila di euro (+2,48%). Nel 2014 cresce anche la spesa per manutenzioni in media del 6%. In crescita le prestazioni da privato ma l’attenzione è sulle prestazioni per assistenza ospedaliera (+2,05%) il cui andamento non è coerente con le misure introdotte dal dl n. 95/2012, che prevedeva una riduzione rispetto al consuntivato 2011 nei volumi e nei corrispettivi degli acquisti di specialistica ambulatoriale e ospedaliera dagli erogatori privati.

Il report sottolinea anche come l’andamento di altre due componenti che non sono legate ad attività sanitarie in senso stretto ma sono rappresentative della stabilità del sistema aziendale. Nel 2014 si vede il raddoppiarsi degli accantonamenti, dove la voce preponderante è rappresentata dagli accantonamenti per rischi: 1) situazioni di contenziosi con i fornitori, specie di servizi, ancora non risolti; 2) modifica del sistema assicurativo con aumento nelle regioni del sistema della autoassicurazioni. Anche la gestione finanziaria (seppur di importi non consistenti) è rappresentativa di costi che il servizio sanitario sta pagando a seguito dei debiti pregressi e del ritardo nei pagamento ai fornitori, infatti i valori più elevati si registrano negli interessi passivi e sono maggiormente presenti nelle regioni in piano di rientro.

Mobilità quasi a quota 4 mld. Per quel che riguarda la mobilità passiva, si conferma il trend in crescita con un costo pari a circa 3,8 miliardi di euro l’anno. Se andiamo a vedere i saldi della mobilità regione per regione scopriamo che in testa alla graduatoria delle Regioni che ‘attraggono’ più pazienti c’è la Lombardia con un saldo positivo di 533,9 mln. A seguire l’Emilia Romagna con un saldo positivi di 327,9 mln e la Toscana con 151,2 mln. Al contrario tra le Regioni che hanno saldi negativi guida la classifica la Campania (-270,4 mln), seguita dalla Calabria (-251,6 mln), Lazio (-201,5 mln), Puglia (-187,2 mln) e Sicilia (-161,6 mln).

In sei anni il ticket è cresciuto del 26%. Mentre l’analisi del finanziamento della spesa sanitaria rileva un aumento del Fondo sanitario nazionale che dal 2008 al 2014 cresce del 9%. Per quel che riguarda invece le entrate proprie, la compartecipazione alla spesa (ticket) si conferma la voce principale con una crescita del 26% dal 2008 al 2014.

Avanza il territorio. La spesa per Livelli Essenziali di Assistenza indica che l’assistenza ospedaliera passa dal 48,16% del 2008 al 44,72% del 2013; quella per l’assistenza distrettuale passa dal 47,51% del 2008 al 51,09% del 2013; mentre la prevenzione rimane stabile intorno al 4%.

(fonte Quotidiano Sanità)

Dal 1 settembre il nuovo Dg del Meyer è Alberto Zanobini

martedì, Settembre 1st, 2015

Da domani, martedì 1 settembre, Alberto Zanobini sarà direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze.

Il presidente Enrico Rossi ha firmato il decreto di nomina. Dal 1 novembre 2014 ad oggi Zanobini è stato commissario del Meyer.

Alberto Zanobini, 49 anni, laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, ha conseguito master alle Università di Padova, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Bocconi di Milano. Dirigente pubblico in sanità da oltre venti anni, si è occupato di sviluppo delle risorse umane e comunicazione, di affari europei e internazionali, di ricerca e innovazione.
Nel 2006/2007 ha ricoperto per alcuni mesi il ruolo di direttore generale del Dipartimento diritto alla salute della Regione Toscana. E’ stato per due anni (2010-2012) responsabile dell’ufficio di segreteria dell’assessore al diritto alla salute della Regione Toscana e successivamente dirigente del settore ricerca, innovazione e risorse umane della DG Salute. Dal 1° febbraio al 30 settembre 2014 è stato commissario di Estav Centro. Dal 1 novembre 2014 ad oggi, dopo il pensionamento anticipato di Tommaso Langiano, è stato commissario dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

(fonte Quotidiano Sanità)

In Toscana la Regione stanzia 300.000 euro per garantire l’assistenza farmaceutica su tutto il territorio

mercoledì, Luglio 22nd, 2015

Continua l’impegno della Regione per garantire una distribuzione sempre più capillare dell’assistenza farmaceutica sul territorio e contribuire a frenare perdita di servizi e impoverimento della qualità di vita fino allo spopolamento nelle zone svantaggiate.

Un impegno che sulla base della legge 37 del 2004, prima a suo tempo in Italia, avviene attraverso un contributo concesso alle farmacie “svantaggiate”, ubicate cioè in zone disagiate.

Per l’anno in corso sono stati stanziati 300.000 euro, che potranno essere richiesti dalle farmacie aventi diritto, in base a criteri specifici, come contributo al mantenimento dell’esercizio.

“Il diritto alla salute significa tra l’altro anche pari opportunità di accesso ai farmaci – afferma l’assessore Stefania Saccardi – Con il sostegno alle farmacie pubbliche e private collocate in situazioni di svantaggio rispetto ad altre e dunque a possibile rischio di chiusura, la Regione vuole contribuire a far sì che capillarmente i cittadini abbiano le stesse possibilità, anche quando vivano in zone meno accessibili, di rifornirsi dei prodotti farmaceutici necessari”.

Il contributo per singola farmacia, che ha un tetto massimo di 12.000 euro (lo scaglione più basso è di 6.000 euro), è concesso fino all’esaurimento dell’importo stabilito per questo anno. Il requisito principale è quello di non aver superato nel 2014 come volume d’affari i 329.000 euro (dato ricavabile dalla dichiarazione Iva). Per le farmacie che hanno aperto l’attività nel corso del 2014 il volume d’affari sarà calcolato con una proiezione mensile.

La scadenza delle domande da parte dei titolari di farmacie pubbliche e private è il 30 settembre 2015 utilizzando i moduli predisposti e scaricabili dal sito della Regione www.regione.toscana.it/sst. La graduatoria sarà redatta entro la fine del 2015.

(fonte Regioni.it)

Asl di area vasta, insediati i nuovi commissari

lunedì, Luglio 6th, 2015

Come è oramai noto la Asl di Arezzo verrà accorpata con quelle di Siena e Grosseto, ma dovremo aspettare altri sei mesi, fino al gennaio del 2016, per vedere pienamente operativo il nuovo assetto.
Intanto a seguito del Decreto firmato dal presidente Enrico Rossi, scompaiono le figure di vertice delle singole asl (direttore generale, sanitario, amministrativo e sociale) e scattano le nomine dei tre commissari chiamati a gestire il passaggio dalle attuali 12 Asl alle tre nuove grandi Aziende sanitarie locali (una per ciascuna Area vasta) previste dalla legge di riforma della sanità approvata dalla Regione nel marzo scorso.

Enrico Desideri, come già annunciato dal governatore Enrico Rossi alcune settimane fa, è il Commissario Unico della nascente Asl di Area Vasta della Toscana Sud-Est, mentre Branka Vujovic, ex direttore sanitario, è il suo vice commissario per la Asl di Arezzo. Ruolo che a Siena sarà ricoperto da Enrico Volpe ed a Grosseto da Daniele Testi. Sempre in sede di Area vasta Desideri sarà chiamato a raccordarsi con il direttore per la programmazione, Monica Piovi. Commissari e vice commissari decadranno tutti il 31/12/2015 poiché dal 1 gennaio 2016 saranno infatti costituite le tre grandi nuove Asl, una per ciascuna Area vasta.

A prescindere da quale sarà la sede della nascente Asl di Area Vasta (Rossi ha detto pubblicamente che sarà Arezzo, ma non c’è ancora niente di ufficiale) il commissario unico Desideri, dividerà il suo tempo e le sue attenzioni in modo uniforme tra le tre Asl: due giorni ad Arezzo e altrettanti nelle due restanti province di Siena e Grosseto, lasciando la gestione della ex Asl aretina nelle mani del suo vice commissario Branka Vujovic, che sarà anche il punto di riferimento in sede locale per tutti i soggetti di riferimento, interni ed esterni all’azienda.

Le dichiarazioni e gli intenti di Desideri

Dal punto di vista operativo Desideri dice di avere le idee chiare: “I cambiamenti che si prospettano non devono allarmare i cittadini poiché non ridurremo i servizi in essere. Ove possibile cercherò di snellire e specializzare l’area amministrativa, promuoverò lo sviluppo della ricerca e della formazione collaborando, sono certo, in modo proficuo con l’università di Siena.
La sfida è grande – afferma ancora Desideri – ma non si vincerà accorpando e riducendo i servizi, sia perché queste politiche non rientrano nelle linee di indirizzo regionale, sia perche la nostra area vasta ha una logistica ed una dimensione che non lo rendono neppure pensabile. Così come non sono previste chiusure dei piccoli ospedali, assicura. Naturalmente, dovremo cercare di reinterpretare strategie e ruoli delle piccole strutture per adeguarle meglio ai contesti di riferimento, evitando il più possibile sprechi e duplicazioni che pure sono presenti.
Un campo di efficientamento ed insieme di crescita e specializzazione è sicuramente quello tecnico amministrativo, laddove ad esempio l’unificazione della gestione economico finanziaria può liberare risorse per migliorare il controllo di gestione e la contabilità analitica della grande azienda che avrà un bilancio di quasi un miliardo e settecento milioni (1.670), circa 10.000 dipendenti e una estensione territoriale superiore a 12.000 km quadrati, più grande della regione Marche per capirsi.

Ma l’obiettivo più ambizioso, il target più forte con cui Desideri intende caratterizzare la sua futura gestione (precisando subito che intende farlo assieme ai sindaci ed ai professionisti!) saranno nuovi approcci per dare solidità e certezze ai percorsi diagnostico terapeutici, in particolare quelli di raccordo fra ospedale e territorio. “Questi percorsi, sottolinea Desideri, non possono essere affidati al buon cuore o alla disponibilità dei singoli professionisti. Vanno codificati, contestualizzati e personalizzati, offrendo sia in ambito territoriale, leggi case della salute, sia in ambito polispecialistico-ospedaliero, strumenti tecnologici, informatici e di telemedicina in grado di assicurare il raccordo fra i clinici, la presa in carico nelle 24 ore e, soprattutto, equità di accesso a tutti i cittadini, siano essi residenti ad Arezzo, Siena o Grosseto. Lo Stewart, il tutor del cittadino in questi percorsi dovrà essere il medico di famiglia e, come ha detto giustamente il nuovo assessore, dobbiamo puntare a superare l’attuale sistema di prenotazione, arrivando ad assicurare sia nei poliambulatori dell’ospedale che nelle Case della salute, che chi prescrive una prestazione specialistica sia messo in condizione di assicurare anche la sua prenotazione”.

“Ho già fissato per le prossime settimane i primi incontri con i presidenti delle conferenze dei sindaci, gli uffici di direzione delle aziende sanitarie e lavorerò in continuo raccordo con i vicecommissari che naturalmente costituiranno ognuno la sede privilegiata di interlocuzione dei soggetti di riferimento dei rispettivi territori”.

Nominati i tre commissari di area vasta della Toscana

giovedì, Giugno 25th, 2015

I tre commissari, in funzione dal primo luglio, saranno Maria Teresa De Lauretis per l’area vasta nord-ovest, Paolo Morello per l’area vasta centro ed Enrico Desideri per l’area vasta sud-est.

“Un altro passo avanti sulla strada della attuazione della riforma della sanità che la Regione Toscana ha approvato alla fine della scorsa legislatura”. Con queste parole la Regione Toscana riferisce sui tre incontri che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, assieme all’ex vicepresidente e nella nuova giunta assessore con deleghe alla sanità e al sociale Stefania Saccardi, ha avuto con i sindaci delle tre area vaste nord-ovest, centro e sud-est per le nomine dei tre commissari che eserciteranno le loro funzioni dal primo luglio, a seguito della decadenza dei direttori generali.

“In un clima assolutamente costruttivo abbiamo concordato di utilizzare un principio di continuità, valorizzando l’esperienza maturata in questa fase così delicata di attuazione della riforma. E’ un passaggio positivo anche in vista della conferenza regionale dei sindaci in cui avremo modo di condividere il percorso della programmazione prevista dalla legge di riforma”, ha commentato Saccardi a margine dell’incontro.