Archive for the ‘Tecnologia e cambiamento’ Category

Arezzo per quattro giorni capitale mondiale della robotica chirurgica

martedì, Aprile 12th, 2016

Per quattro giorni il san Donato di Arezzo diventa la capitale mondiale della chirurgia robotica.

Fino a venerdì 300 esperti provenienti da tutto il mondo daranno vita a “Roboti-cARe”, mettendo a confronto esperienze, assistendo in diretta all’utilizzo multidisciplinare del robot, ad affronatre i tanti temi di sviluppo che questa tecnica può garantire ai cittadini.

La nostre “Best practices” e le avanzate tecnologie diventano patrimonio condiviso di questo  primo congresso multidisciplinare che coinvolge Urologia, Ginecologia, Otorinolaringoiatria, Chirurgia generale e Ortopedia. 

Quattro giorni di live surgery, con interventi in diretta, sessioni didattiche, formazione e una tavola rotonda sull’economia di gestione di macchinari sempre più indispensabili

Sono oltre 300 gli esperti che hanno aderito da tutta Italia e dall’estero, partecipando da protagonisti a sessioni didattiche e formazione all’utilizzo delle strumentazioni più avanzate in chirurgia. L’ obiettivo è far diventare patrimonio condiviso conoscenze e best practices sviluppate attorno ai robot chirurgici, come l’ultratecnologico Da Vinci.

Roboti-cARe sarà l’occasione per fare il punto su tutte le più avanzate tecnologie applicate in chirurgia, dagli strumenti a fibre ottiche ai chip video, in grado di rendere oggi gli interventi sempre meno invasivi e sempre più precisi, riducendo al minimo il rischio di complicazioni per i pazienti.

Quattordici saranno gli interventi che saranno eseguiti in diretta da multiple equipe, per la maggior parte oncologici, alcuni anche di tipo ricostruttivo. Con il coordinamento della Segreteria Scientifica da parte di Filippo Annino – Urologo, i Chairmen per le rispettive discipline sono i Patrizio Caldora – Ortopedia, Graziano Ceccarelli – Chirurgia Generale, Pier Guido Ciabatti – Otorinolaringoiatria, Michele De Angelis – Urologia, Franco Lelli – Ginecologia.

Tra gli esperti internazionali ci saranno il Prof. Richard Gaston, urologo, pioniere nell’intervento laparoscopico della prostata nel 1997 (Bordeaux) e il Prof. Seth A. Jerabeck, chirurgo ortopedico (New York). Tra gli operatori ed esperti ad intervenire, molti dei principali luminari della materia giungeranno da tutta Italia.

Non è un caso, che la sede dell’iniziativa sia Arezzo. In Toscana l’eccellenza in Chirurgia Robotica è ormai abitudine: Pisa, Careggi, Grosseto con la scuola di Chirurgia Robotica, sono, insieme ad Arezzo, tra i maggiori centri d’Europa e la chirurgia robotica, si sta rapidamente sviluppando in altri ospedali come nell’Ospedale di Siena.

E’ in questo contesto che  Arezzo si connota come polo di  chirurgia “robotica multidisciplinare” per eccellenza. Qui fin dagli esordi nel 2011  è stata intrapresa la via della multidisciplinarietà a tempo pieno, il che ha consentito di ottenere un elevato numero di casi/anno per macchina  (oltre 400/anno) impiegando tutti i giorni il Da Vinci (per 12 ore al giorno), ammortizzandone così i costi per singolo intervento (compresi quelli di manutenzione).

Largo spazio anche a tutti gli aspetti correlati alla chirurgia, dall’anestesia, alla terapia antidolorifica, alla gestione del paziente dal punto di vista infermieristico, per un congresso che si rivolge non solo a medici chirurghi, specialisti e specializzandi ma anche a infermieri, oncologi, anestesisti. Particolare attenzione sarà dedicata all’aspetto formazione: se in Italia, infatti, non vi è ancora un percorso universalmente definito sui metodi didattici in questo ambito così innovativo, all’estero esistono interessanti “case studies” che saranno oggetto di analisi nella quattro giorni aretina.

 

Arezzo, Bibbiena e l’ospedale del Cuore di Massa collegati con la telemedicina cardiologica neonatale

martedì, Aprile 12th, 2016

Lo hanno sperimentato per i Balcani che negli anni successivi al conflitto di fine secolo scorso, avevano grosse difficoltà a curare patologie rare delle malformazioni cardiache nei neonati. Ha funzionato salvando la vita a tanti bambini e individuando a distanza le cure più adeguate o la necessità di eseguire intenti chirurgici. Un sistema utile in condizioni di disagio, e strategico anche in condizioni di cosiddetta “normalità”, dove il tempo di reazione ad un evento avverso come la scoperta di una patologia grave, diventa essenziale per salvare una vita.

Arriva in terra d’Arezzo (dopo l’Elba, centro pilota), il progetto che la Fondazione Manasterio  con il supporto dell’associazione di volontariato “Un Cuore Un Mondo” e della Regione Toscana, ha attivato fin dal 2008: il collegamento  fra lo stabilimento di Massa con vari centri dell’area balcanica, iniziando dalla Bosnia Erzegovina (Banja Luka e poi Mostar, Tuzla, Sarajevo), per estendersi successivamente alla Croazia (Reijka), Albania (Tirana), Serbia (Belgrado) e Romania (Bucarest).

La Fondazione Monasterio ha così individuato un progetto, la Regione lo ha approvato e il Distretto 108 dei Lions della Toscana lo ha adottato trasformandolo in un obiettivo di “service” strategico da finanziare.

Due le postazioni donate agli ospedali di Bibbiena e di Arezzo, da dove è stata dimostrata in diretta l’utilità di eseguire una ecografia cardiologica su un neonato con sospetta malformazione, ed avere un consulto immediato e uno scambio di informazioni e indicazioni dagli specialisti dell’”ospedale del Cuore “ di Massa.

Basato sull’impiego di apparati di videoconferenza, integrati da ausili tecnologici specificamente sviluppati dai ricercatori della Fondazione Monasterio e del Cnr,  per la documentazione e la registrazione delle immagini, il progetto ha messo a disposizione dei centri collegati le competenze di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica della Fondazione a Massa finalizzate alla valutazione della presenza e rilevanza e al monitoraggio delle malformazioni cardiache in utero e in ambito neonatale e pediatrico.
L’attività della Fondazione in questo ambito è stata integrata dal 2013 nel progetto IPA finanziato dall’Unione Europea “AdriHealthMob” finalizzato alla gestione della mobilità transfrontaliera dei cittadini per la salute e la cura nell’area adriatica. Al progetto partecipano la Grecia, la Slovenia, l’Albania, la Bosnia Herzegovina, la Croazia, il Montenegro e la Serbia e per l’Italia le regioni che si affacciano sull’Adriatico.

Nel 2014 con il supporto dell’associazione Lions del Distretto 108La della Toscana nell’ambito del service “Arriviamo al cuore di tutti” e la promozione della Regione Toscana è iniziato lo sviluppo di una rete regionale di telemedicina per le malformazioni cardiache congenite, potenzialmente utilizzabile anche per altre patologie.

 

I COMMENTI DEI PROTAGONISTI

“Quella che inizia ad Arezzo e Bibbiena  – ha commentato Enrico Desideri  direttore dell’asl Toscana Sud Est – è una attività che va incrementata ed estesa a molti più ospedali. Punta a cogliere la diagnosi di patologie che riguardano una minoranza (7-8 su 1000), minoranza che però non può essere sottovalutata ma ci deve spingere a fare sempre di più.”.

Gli fa eco  Luciano Ciucci (direttore della Fondazione Monasterio) che ricostruisce la genesi del progetto e sottolinea come “con questo sistema si possono formare persone a distanza e collaborare nella cura di un neonato che manifesta un bisogno immediato. Questo è un sistema per oggi, non per il futuro, perché l’attuale tecnologia lo consente: quindi l’obiettivo è che ci sia almeno un ospedale per provincia che consenta questo collegamento, e vedo anche la necessità che nella rete ci sia anche il Meyer”

Nutrita la presenza di governatori della Tioscana dei Lions, sia ad Arezzo che a Bibbiena. Gianluca Rocchi ha annunciato che   “dalle 10 postazioni pensate originariamente arriveremo nel giro di breve tempo a 18-19 postazione, includendo anche il Meyer”.

Ci sono pochissime ore di tempo per prendere decisioni sulle patologie cardiache dei neonati. “Il teleconsulto – ha spiegato Marco  Martini, direttore della pediatria del San Donato – è necessario a rafforzare una diagnosi: è un supporto scientifico e morale importantissimo. Lo stesso per il controllo di bambini che sono già stati precedentemente sottoposti ad intervento chirurgico cardiologico (per esempio a Massa) e che possono essere così controllati da Arezzo senza spostarsi, in teleconsulto con i medici di Massa che hanno eseguito l’intervento”.

Per Leonardo Bolognese, direttore del dipartimento cardiovascolare e neurologico,  la Telemedicina “è essenziale per il trattamento di malattie rare, specialmente se queste vengono trattate esclusivamente da 1 o 2 centri per regione. Ovviamente tutto questo deve valere 24 ore su 24: questa è un’ottima iniziativa, che va incentivata.”

Toscana. All’Aou di Pisa il primo programma di trapianto “a caldo” d’Italia

venerdì, Marzo 18th, 2016

Un rivoluzionario programma di trapianto di fegato ha preso il via nell’Unità operativa di chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Azienda ospedaliero universitaria Pisana (AOUP) diretta dal professor Franco Filipponi, in cui l’organo destinato al trapianto viene conservato all’interno di una macchina e perfuso con sangue a 37°C, mantenendolo perfettamente vitale alla temperatura fisiologica di 37°C, esattamente come fosse nel corpo umano, prima dell’impianto nel ricevente. L’innovativa tecnica è stata introdotta dai chirurghi Davide Ghinolfi e Daniele Pezzati che, grazie alla collaborazione dei dottori Emanuele Balzano, Laura Coletti Paolo De Simone, alcune settimane fa hanno eseguito con successo l’intervento, il primo mai fatto in Italia.

“Notizie come questa mi riempiono di soddisfazione – è il commento dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – E per fortuna ne arrivano molte dai nostri ospedali e dai nostri centri di eccellenza. Questo significa che la sanità toscana è in grado non solo di curare e assistere bene i suoi cittadini, ma anche di sperimentare tecniche innovative, come quella attuata a Pisa, che migliorano sempre le performance e ottengono risultati sempre più soddifsacenti. Mi congratulo con l’équipe del professor Filipponi e con tutti i professionisti che con impegno e dedizione hanno reso possibile questo intervento. E’ di due mesi fa la notizia che il Centro trapianti di fegato dell’AOU Pisana è al vertice della classifica nazionale per numero di trapianti. Alla quantità si accompagna un’altissima qualità”.
“Nella comune pratica clinica – spiega una nota congiunta della Regione e Aou Pisana – l’organo, nel periodo che va dal prelievo nel donatore al successivo impianto nel ricevente, viene conservato in ghiaccio ad una temperatura variabile tra gli 0 e i 4°C. Questo tipo di conservazione, pur avendo il vantaggio di rallentare il metabolismo, non protegge l’organo da danni che sono tanto maggiori quanto più prolungato è il tempo trascorso in questo ambiente non fisiologico. In questo caso invece, il fegato, dopo essere stato prelevato dal donatore e trasportato a Pisa, è stato alloggiato nella macchina che lo ha mantenuto perfettamente vascolarizzato con sangue umano ossigenato e ricco di componenti nutritizie. Durante questo periodo ne sono stati monitorati i parametri funzionali e le capacità metaboliche”. Il decorso post-operatorio del paziente è stato regolare.

La nota annuncia infine che a breve partirà uno studio clinico, primo nel suo genere, per valutare e verificare i potenziali benefici dell’introduzione della macchina nel contesto regionale. Spiega Davide Ghinolfi, chirurgo presso il Centro di Pisa e responsabile del progetto: “Queste nuove tecnologie ci permetteranno una valutazione molto più accurata degli organi da trapiantare, basata su criteri funzionali, garantendo maggiore sicurezza e qualità alla pratica trapiantologica. Inoltre, il fatto di mantenerli perfettamente perfusi in ambiente simile a quello fisiologico ci darà l’opportunità di eseguire metodiche di ricondizionamento in grado di ottimizzare le performance dell’organo stesso. Sono scenari assolutamente nuovi e molto stimolanti di cui i nostri pazienti potranno beneficiare a breve e per i quali, grazie al supporto di OTT e della Regione Toscana, abbiamo iniziato ad intraprendere programmi di ricerca dall’altissimo profilo innovativo”.

“L’auspicio principale è che l’introduzione di questa tecnologia possa contribuire ad ampliare il numero dei potenziali donatori – spiega Franco Filipponi – minimizzando il numero e la severità delle complicanze legate alla inevitabile fase di conservazione dell’organo. Siamo molto soddisfatti dei successi preliminari ottenuti, che dimostrano come il centro di Pisa, che quest’anno si è laureato il maggiore centro trapianti di fegato d’Italia, sia all’avanguardia anche nell’utilizzo delle più recenti scoperte tecnologiche applicabili alla trapiantologia”.

L’introduzione di questa macchina per la perfusione normotermica d’organo è stato possibile grazie al supporto di OTT (Organizzazione Toscana Trapianti) e della Regione Toscana. Spiega Adriano Peris,direttore di OTT: “Lo sforzo del sistema trapiantologico regionale è volto a massimizzare tutte le potenziali risorse donative e rendere il trapianto una possibilità terapeutica accessibile a tutti coloro che ne hanno bisogno. Anche quest’anno il sistema donativo e trapiantologico regionale ha confermato gli ottimi risultati degli anni precedenti, dimostrandosi una realtà di riferimento a livello nazionale ed internazionale ma riteniamo che, grazie al supporto della Regione, potremo ulteriormente implementare i nostri risultati”.

Riguardo all’impegno del personale, il professor Filipponi precisa che tutti questi risultati non sarebbero possibili senza l’abnegazione e lo spirito di sacrificio del personale del Centro Trapianti di Fegato e delle Unità Operative che con esso collaborano. Un particolare ringraziamento va a chi ha reso possibile queste iniziali esperienze: tutto il personale medico ed infermieristico dell’unità operativa e delle sale operatorie, della UO di anestesia e rianimazione del trapianto di fegato (direttore Gianni Biancofiore), della UO di medicina trasfusionale e biologia dei trapianti (direttore Fabrizio Scatena), del servizio di anatomia patologica e di patologia clinica (direttore Aldo Paolicchi). Senza il loro impegno costante, ben al di là degli impegni contrattuali, niente di tutto questo sarebbe possibile”.

Telecardiologia: nell’area fiorentina la diagnosi a distanza ma in tempo reale

giovedì, Marzo 10th, 2016

Far arrivare l’assistenza specialistica in luoghi remoti e che altrimenti ne sarebbero privi, espandere territorialmente l’utilizzo sistematico delle competenze specialistiche e consentire un rapporto interattivo tra medico di famiglia e cardiologo. Sono questi i principali vantaggi che si concretizzeranno con la “Telecardiologia”: la prima esperienza strutturata di telemedicina nell’area fiorentina che è partita lunedì 7 marzo.

Dieci per il momento i presidi territoriali coinvolti (Montedomini, Le Piagge, la Casa della Salute di Scandicci, Campi, Calenzano, Vaglia, Impruneta, Tavernelle, Rignano e Reggello);la ASL Toscana Centro li ha scelti perché si tratta di sedi periferiche e che avevano meno disponibilità di prestazioni cardiologiche.

Tre i centri di refertazione interessati (ospedali Palagi e Santa Maria Nuova e presidio sanitario di Camerata a Fiesole) ai quali verranno inviati gli elettrocardiogrammi.

Il servizio sarà attivo tutti i giorni, dal lunedi al venerdi, mattino e pomeriggio.

Non servirà la prenotazione: il cittadino potrà recarsi direttamente all’ambulatorio con la richiesta del medico curante, farà l’ elettrocardiogramma e, in pochi minuti, riceverà la risposta.

“Sempre di più nell’ambito della diagnostica i medici potranno utilizzare l’informatica per la trasmissione a distanza dei dati, con indubbi vantaggi per i pazienti che non dovranno più spostarsi fisicamente e riceveranno comunque la valutazione clinica –spiega Giancarlo Landini, direttore del dipartimento di area medica fiorentino- che, aggiunge, “queste soluzioni saranno sempre più diffuse e soprattutto compatibili nei territori più decentrati: grazie alle applicazioni della telemedicina non saranno fatti mancare servizi e prestazioni ai nostri pazienti, anche se a distanza”.

I primi presidi con la “telecardiologia” saranno quelli di Le Piagge, Vaglia, e Impruneta e poi, via via entreranno nel sistema anche gli altri.

Questi gli orari:

  • LE PIAGGE (lunedì e venerdì dalle 10.00 alle 12.00)
  • VAGLIA (lunedì dalle ore 14.00 alle ore 16.00)
  • IMPRUNETA (giovedì dalle ore 9.30 alle 11.30)

La refertazione del medico sarà garantita entro 30 minuti dall’erogazione della prestazione.

Il personale medico e infermieristico coinvolto nel progetto di telecardiologia è stato formato alla registrazione, ricezione ed invio degli elettrocardiogrammi, ed all’uso dei programmi informatici di supporto.

Farmaci antitumorali

lunedì, Febbraio 1st, 2016

Lo specialista visita il paziente in ambulatorio ed effettua una prescrizione di terapia antiblastica che, attraverso un sistema informatizzato, viene inviata alla farmacia: il farmacista verifica la prescrizione e inserisce i parametri al computer che, a sua volta invia le informazioni ad un robot che si trova all’interno della cosiddetta “camera bianca”. Qui c’è un tecnico dedicato a far funzionare la macchina che, con un sistema touch screen, richiama le preparazioni. Il robot legge il codice a barre che identifica ogni flacone, che poi viene caricato sull’apposito carrello e fotografato, assicurando in questo modo un doppio controllo. Successivamente, sempre il robot,riconosciuto il farmaco avvia il processo di produzione in maniera automatica: preleva il quantitativo, lo inserisce nella sacca, nella siringa o nel flacone a seconda dello schema di preparazione richiesto dal medico, per poi farlo fuoriuscire pronto all’uso. A questo punto la terapia è pronta e raggiungerà uno dei cinque centri oncologici aziendali.

 

Non è un racconto futuristico. E’ quanto accadrà, nei prossimi mesi, con la realizzazione nell’ospedale Santa Maria Annunziata della Unità Farmaci Antiblastici Centralizzata, che sarà unica per tutti gli ospedali dell’area fiorentina.

Si tratta di un progetto che prevede l’allestimento di un Laboratorio completamente automatizzato ed informatizzato all’interno di un sistema che seguirà il paziente durante tutto il periodo della terapia oncologica: dalla prescrizione del farmaco da parte dello specialista, al controllo del farmacista, alla preparazione da parte del tecnico, fino alla somministrazione nel reparto.

 

I costi. Il Centro sarà realizzato nella Farmacia del Santa Maria Annunziata: sono previsti adeguamenti strutturali degli attuali locali per un importo complessivo pari a 750.000.00 euro.

I lavori inizieranno alla fine dell’anno in corso e si concluderanno entro la primavera del 2017.

Ulteriori 400.000.00 euro saranno spesi per l’acquisto dei robot. In totale l’investimento complessivo sarà di 1.514.937,60 ( di cui 1.356.000 finanziati con apposite delibere da parte della giunta della regione Toscana e la parte restante autofinanziata e già nel piano di investimenti) per l’acquisizione dei software di gestione per la cartella clinica oncologica e per la realizzazione e l’approntamento dei locali con le specifiche caratteristiche (dal controllo di accesso tramite badget ai sistemi di segnalazione visivi ed acustici, dall’installazione dei dispositivi di decontaminazione, agli impianti di alimentazione per la componete tecnologica, ecc…).

 

 

La terapia oncologica è sempre più efficace, ed è in grado di prolungare e migliorare la qualità della vita degli ammalati di tumore e –spiega la dottoressa Angela Ribecco, attualmente direttore della Struttura Semplice Dipartimentale di Oncologia Medica dell’Ospedale S. Giovanni di Dio– l’allestimento dei farmaci antiblastici è una fase importante e delicata della terapia oncologica: ogni preparazione deve essere personalizzata per il singolo paziente e la robotizzazione della centrale, con i conseguenti controlli automatici garantirà la correttezza della prescrizione, riducendo il rischio di errore farmacologico eintroducendo una maggiore tracciabilità di tutto il processo”.

 

La clean room. Tutto il sistema lavorerà in un circuito chiuso e con l’automatizzazione aumenterà la sicurezza, sia per i pazienti sia per gli operatori. In particolare il progetto prevede la specifica realizzazione della cosiddetta “camera bianca o clean room”: è il laboratorio vero e proprio “confinato” e per certi versi “ermetico” ovvero un ambiente nel quale aerazione, ventilazione, filtrazione d’aria, materiali di costruzione e procedure operative, sono regolamentate per controllare la concentrazione e la qualità di particelle presenti nell’aria e per rispondere a livelli di pulizia adeguati con tutti gli accorgimenti necessari affinché il farmaco possa essere assemblato in condizioni asettiche con classi di contaminazione secondo le più rigorose normative vigenti.

Gli ambienti previstiti all’interno della clean room saranno: un laboratorio per la preparazione di farmaci con sistema robotizzato; un ulteriore laboratorio per la preparazione di farmaci chemioterapici antiblastici manuale sotto cappa; un terzo laboratorio per confezionamento farmaci; un locale magazzino; sono previsti 3 filtri per passaggio di classe di contaminazione più un filtro di emergenza con doccia, i locali accessori ed esterni all’area sterile tra cui wc, area lavoro e controllo, area relax.

 

In considerazione dell’impatto epidemiologico della malattia oncologica –prosegue la dottoressa-, parallelamente agli indubbi progressi terapeutici, con costante incremento di complessità, era necessario un miglioramento della qualità dei vari processi dell’iter terapeutico, sia in termini strettamente tecnici, che di monitoraggio e governo clinico” –aggiunge la dottoressa-.

 

Facilità nella gestione dei rifiuti speciali, meno sprechi di farmaco e incremento di produzione, possibilità di raggruppare i preparati sia in funzione delle materie prime utilizzate, sia in base alle prescrizioni per singolo paziente ma, soprattutto, lasciare ai reparti ospedalieri la sola funzione di somministrazione, sono alcuni dei vantaggi che deriveranno dalla Unità Farmaci Antiblastici Centralizzata.

 

Si stima che un robot mediamente garantirà tra le 12/15 preparazioni all’ora e, a regime, la struttura potrà essere disponibile anche per gli altri ospedali della Usl Toscana centro (Prato e Pistoia).  

 

Attualmente nell’area fiorentina la preparazione dei farmaci antiblastici avviene in tre sedi ospedaliere, all’interno delle oncologie: nell’Ospedale del Mugello, nell’Ospedale S. Giovanni di Dio e nell’UFA (Unità Farmaci Antiblastici) dell’Ospedale S. Maria Annunziata. Quest’ultima prepara anche i farmaci per l’Ospedale Serristori.

 

Per la dottoressa Ribecco le parole chiave alla base dell’innovativo sistema sono: tracciabilità , sicurezza, razionalizzazione dei costi.

In Toscana nuovo portale regionale per la disabilità

mercoledì, Dicembre 9th, 2015

Nove bottoni colorati e una consultazione facile e intuitiva al servizio dell’utente. Sono i punti di forza di ‘Toscana accessibile’, il portale regionale per la disabilità, nuovo strumento attivato sul sito della Regione per rendere accessibili a cittadini e istituzioni le politiche sulla disabilità promosse e implementate dalla Regione e la regia complessiva delle azioni e progetti di questo settore.
“Con questo nuovo portale, impostato graficamente per facilitare la fruibilità da parte dei cittadini, la Regione fa un altro passo avanti nella promozione della cultura dell’inclusione sociale, dell’accoglienza, del rispetto verso il prossimo e la diversità, contrastando la discriminazione e la marginalizzazione di qualsiasi individuo, al fine di migliorare la qualità di vita, l’accessibilità e l’ usabilità degli ambienti. E si conferma una istituzione sempre più accessibile e a misura di cittadino, che cliccando sui vari bottoni troverà risposte alle proprie esigenze”.
Così l’assessore Stefania Saccardi, presentando il portale, “una piattaforma di servizio, frutto della collaborazione trasversale tra le varie direzioni regionali, da quella dei Diritti di cittadinanza e coesione sociale all’Agenzia di informazione Toscana notizie. E che conferma la nostra volontà e ambizione di mantenere un alto livello di servizi, oltre a promuovere politiche per l’inclusione e l’autonomia delle persone disabili, in coerenza con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”.
L’assessore Saccardi ha parlato di un “grande risultato, che attua uno dei 25 punti programmatici del presidente Enrico Rossi, verso una cultura dell’accessibilità e dell’inclusione. Il portale sarà una ulteriore opportunità per supportare e facilitare l’accesso alle prestazioni sui percorsi socio/sanitari, che la nostra Regione offre attraverso il lavoro quotidiano delle Asl, dei diversi settori della Regione Toscana, anche in collaborazione con le associazioni e cooperative presenti sul territorio. Quello che auspico – ha concluso – è che il portale riesca a diventare un vero punto di incontro e di dialogo tra tutti i soggetti sociali, istituzionali e singoli cittadini coinvolti nel mondo della disabilità”.

(fonte Quotidiano Sanità)

‘SanitàdiTutti’: uno speciale online

venerdì, Ottobre 23rd, 2015

Uno “speciale” on line rivolto agli operatori della sanità e una giornata partecipata, aperta a operatori e cittadini. Sono gli strumenti scelti dall’assessore al diritto alla salute e al welfare Stefania Saccardi, per condividere nel modo più ampio possibile il processo di riorganizzazione del sistema socio-sanitario in atto in Toscana.

“Da pochi giorni abbiamo avviato le consultazioni che in breve tempo ci porteranno a una revisione della legge di riforma della nostra sanità – dice Stefania Saccardi – Desideriamo che questo confronto sia il più ampio possibile, e vogliamo condividerlo anche con gli operatori. Per questo apriamo uno spazio di confronto on line, rivolto agli operatori socio-sanitari, perché il percorso che porterà allla riforma si arricchisca delle voci delle tante persone che tutti i giorni lavorano per la salute dei cittadini. Più avanti, il 7 novembre, ci sarà sugli stessi temi una giornata partecipata, aperta a operatori, amministratori locali e cittadini. Mi farà molto piacere avere quanti più contributi possibile in questo passaggio cruciale per la crescita del nostro sistema sanitario”.

Lo “speciale” SanitàdiTutti, on line dal 22 ottobre, sulle pagine dell’assessore Saccardi, dopo un’introduzione dell’assessore, con gli obiettivi da raggiungere attraverso la riorganizzazione, sintetizza i punti salienti della riforma. Gli operatori che lo vorranno, tramite l’apposito form on line potranno registrarsi e inviare le proprie idee, proposte, consigli.

Gli obiettivi da raggiungere sono: semplificazione del sistema, riduzione dei livelli direzionali aziendali, uniformità e omogeneità organizzativa in contesti più ampi, sinergie tra AOU e AUSL attraverso la programmazione integrata, valorizzazione del territorio, economie di scala sui diversi processi, rete ospedaliera integrata su contesti più ampi, diffusione omogenea delle migliori pratiche all’interno del sistema.

Intervento di chirurgia robotica unico al mondo effettuato alle Scotte

lunedì, Luglio 27th, 2015

Il Santa Maria alle Scotte di Siena ancora alla ribalta per un intervento da record. Per la prima volta al mondo è stato effettuato un intervento di chirurgia robotica combinata con asportazione contemporanea di tiroide e timo, grazie a una grande collaborazione con l’ospedale San Donato di Arezzo. Il risultato è il frutto di un lavoro congiunto tra l’èquipe dell’UOC di Chirurgia Toracica dell’AOU Senese, diretta dal professor Giuseppe Gotti, con il dottor Luca Luzzi, e il direttore dell’Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Arezzo, il dottor Pierguido Ciabatti.

“Un paziente affetto da due diverse patologie – spiega Luzzi – una a carico del timo, organo collocato tra lo sterno ed i il cuore, e una sulla tiroide, ghiandola endocrina situata nel collo, è stato curato con un unico intervento, durato circa 6 ore, praticando solo tre fori di pochi millimetri 2 sotto la mammella ed uno a livello dell’ascella”. Si tratta di una novità assoluta perché, sino a pochi anni fa, per asportare il timo era necessario aprire lo sterno e, per asportare la tiroide, era necessario l’intervento chirurgico tradizionale, con grossi disagi per il paziente come una maggiore incidenza di complicazioni postoperatorie, dolore ed una lunga ospedalizzazione. Per questi motivi le due tipologie di intervento venivano raramente associate con le tecniche tradizionali.

“Abbiamo studiato il caso in maniera approfondita – aggiunge Ciabatti – e, con una minima rotazione di soli 30 gradi del robot, senza spostare il paziente, abbiamo fatto i due interventi. Per la chirurgia della tiroide abbiamo utilizzato una tecnica mini-invasiva robotica che ha permesso l’asportazione di tutta la ghiandola passando dalla stessa incisione del cavo ascellare usata per asportare il timo, evitando, in questo caso, la cervicotomia. Questa procedura è eseguita solo in altri due centri nazionali tra cui l’ospedale San Donato di Arezzo ove, unico in Italia, questa procedura viene effettuata dal un chirurgo otorinolaringoiatra”. “L’intervento è perfettamente riuscito – concludono Luzzi e Ciabatti – ed il paziente è stato dimesso dopo 4 giorni. L’adozione della tecnica robotica ha permesso un recupero postoperatorio molto veloce, agevolato anche dal minimo dolore postoperatorio”.

“Siena – commenta l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – oggi rappresenta uno dei pochissimi centri in Italia ad offrire la possibilità di una trattamento con tecnica robotica mini-invasiva delle patologie mediastiniche. Tutto questo è la dimostrazione dei risultati che si possono ottenere con atteggiamento collaborativo tra professionalità, anche se di ospedali distanti. La neonata Area Vasta della Toscana Sud Est – conclude Saccardi – ha così dimostrato la validità del concetto di macroarea, cioè di mettere insieme risorse già esistenti nel territorio ma finora separate”.

Toscana: è online il nuovo sito del Centro Salute Globale

venerdì, Luglio 24th, 2015

E’ online la nuova piattaforma che condivide, innova e informa i cittadini su come investiamo le risorse destinate alla cooperazione sanitaria.

Stefania Saccardi, Assessore per il diritto alla salute della Regione Toscana
ha presentato il Centro di Salute Globale che è il nuovo strumento di informazione e comunicazione regionale: una risorsa web che vuole essere una piattaforma di scambio e condivisione per tutti quelli che, a vario titolo, si occupano di salute globale.

Il sito è un’iniziativa strategica volta al rafforzamento della comunicazione istituzionale del Centro, che si configura come strumento interattivo, per la valorizzazione mediatica e la divulgazione delle attività, improntato ai valori di trasparenza, accountability e informazione nei confronti dell’opinione pubblica.

Ampio spazio viene dato alla partecipazione dei partner, ai reportage fotografici dei progetti e alla comunicazione attraverso i social media.

Quattro le aree tematiche del CSG: cooperazione sanitaria internazionale, salute dei migranti, politiche sanitarie e malattie tropicali dimenticate. Il Centro è il primo in Italia creato da un’istituzione regionale che si occupa di salute globale, afferisce all’azienda ospedaliero-universitaria Meyer ed è il frutto dell’alleanza tra diversi soggetti: le aziende sanitarie, le Università toscane, l’Agenzia regionale di sanità, la Scuola superiore Sant’Anna, il Ministero della salute, l’Istituto superiore di sanità, l’Oms. Come partner e collaboratori, anche numerose Ong a livello locale e internazionale.

(fonte Quotidiano Sanità)

I cartoon del Centro Gestione Rischio Clinico della Toscana

lunedì, Maggio 11th, 2015

Il Centro Gestione Rischio Clinico della Toscana ha appena pubblicato una serie di nuovi strumenti di comunicazione per il miglioramento della sicurezza delle cure rivolti direttamente ai cittadini, per sostenere il ruolo fondamentale che la persona assistita ed i suoi familiari possono svolgere nella prevenzione degli eventi avversi.

Chiedere spiegazioni se ci sono dei dubbi o delle preoccupazioni, far conoscere le proprie abitudini, controllare i dati della propria salute e prendere nota delle indicazioni dei sanitari, conoscere le terapie da seguire sono soli i principali passi che ognuno può compiere per contribuire a ricevere e gestire in modo più sicuro le terapie e le scelte che riguardano la propria salute.

Partendo da queste fondamentali premesse e tenendo in considerazione alcune esperienze già presenti a livello internazionale, il Centro GRC ha progettato dei videoracconti in forma di cartoon.

Da un’analisi dei principali e più comuni episodi assistenziali in cui il ruolo attivo del cittadino esperto può contribuire al miglioramento della sicurezza, il Centro GRC ha individuato le aree tematiche di riferimento per la progettazione degli storyboard:
– la sicurezza, una scelta quotidiana
– la prevenzione delle infezioni
– la prevenzione delle cadute
– la sicurezza nelle cure con i farmaci

Per ciascuno dei temi sopraindicati, gli esperti di sicurezza e di comunicazione del Centro GRC hanno quindi scritto gli scenati con la collaborazione del Gruppo Accademia del Cittadino della Regione Toscana (GART), che unisce i cittadini esperti delle associazioni dei pazienti formati sui temi della qualità e sicurezza delle cure. In ciascuno scenario vengono poste a confronto situazioni di vita quotidiana, in cui le persone sono già abituate ad avere atteggiamenti sicuri, a esperienze vissute nei contesti sanitari, in cui i comportamenti dei pazienti possono fare la differenza nel prevenire un evento avverso.

I prodotti sono pensati sia per una fruizione nei maxi schermi nelle sale di attesa dei pronto soccorsi e studi medici, sia via web e mirano a raggiungere il maggior numero di cittadini, anche come strumenti di supporto all’educazione sanitaria in iniziative pubbliche.
Imparare a gestire attivamente le proprie cure ed a prevenire i rischi è una responsabilità di tutti, che può fare crescere un impegno comune per la sicurezza delle cure tra operatori sanitari e cittadini, superando gli atteggiamenti conflittuali che talvolta segnano la relazione tra operatori e assistiti, da una parte e dall’altra.

I cartoon sono disponibili on-line sul canale tematico su YouTube del Centro GRC.

In considerazione sia delle analisi degli eventi avversi, che della consultazione delle associazioni dei cittadini, il Centro GRC ha individuato la comunicazione per la sicurezza dei pazienti come tema prioritario per il 2015, anche alla luce della riduzione delle risorse per i servizi sanitari e del conseguente impegno per la co-gestione dei percorsi di cura che si sposta sempre di più sulle persone assistite, sulle famiglie e sulle risorse formali ed informali presenti sui territori.

(fonte Quotidiano Sanità)